Ragazze
la mia avventura a Radicofani è stata molto complicata. A molte di voi può
non interessare ma voglio raccontarla allo stesso cercando di essere
accurata. Per chiunque mi voglia fare domande specifiche può farlo nel forum
e io non avrò problemi a rispondere… anzi mi farebbe piacere!!
L’INIZIO DI UN SOGNO
Domenica 16 Maggio
La mattina mi sveglio prestissimo… cosa inusuale per una come me che di
domenica, prima di mezzogiorno non connette.
Aspetto trepidante fino alle 11 quando finalmente parto. Vorrei ricordare (
so che non vi interessa ma ve lo dico allo stesso) che io vengo da un
paesino nella provincia sperduta di Como tra monti, laghi e laghetti…
Il viaggio è lungo e stressante, ci ho messo quasi sei ore e vi giuro che
stare schiacciati in una macchinina minuscola per tutto quel tempo non è
piacevole.. per di più in autostrada… uno stress!
Finalmente esco dall’autrostrada… e che bello!
Mi si parano davanti le meravigliose campagne Toscane… le avevo già viste
naturalmente ma sono belle da togliere il fiato.
Paesini sperduti tra i campi… distese e distese di erba rigogliosa ma ben
tenuta, cavalli che ti attraversano la strada e greggi di pecore disposti su
un prato come mazzi di margherite.
La prima cosa che mi viene in mente sono le tranquille campagne di
Hobbiville ( si scrive così?) patrie degli hobbit e degli animali.
Paesaggi enormi e deserti, che ti danno un senso di tranquillità profondo,
ogni tanto interrotti da poderi e anacronistiche fattorie.
Radicofani è un paesino molto piccolo.. ma molto grazioso!
Ha una piccola rocca personale in alto alla collina con una torre molto
pittoresca e un piccolo cimitero.
Le viuzze ( in tutto saranno quattro) sono strette ma solari, le case di
mattoni ti ricordano i borghi medievali e i primi comuni.
Un luogo magico. Dopo aver mandato un sms alla sempre gentile Serena mi reco
allhotel che avevo già prenotato da più di un mese.
Ed è chiuso! Le luci sono spente, non risponde al telefono e la porta è
sprangata! Disperata e stanca morta vago senza meta per la piccola
cittadina, chiedendo ai passanti il motivo della chiusura dell’hotel.
Proprio in quel momento scoppia un acquazzone! All’inizio piccole gocce… e
poi nel giro di pochi secondi… la grandine!
Potete immaginare che incubo per me! Scopro in qualche modo dove abitano i
proprietari e li raggiungo, e si spiega la storia: sabato erano arrivate
molte persone interessate al film e loro avevano creduto che tra queste ci
fossi anche io!!! Quindi erano andati al lago a pescare! Fortunatamente il
temporale aveva interrotto la loro gita e loro mi avevano trovata!
Cmq non divaghiamo in particolari futili.
Sarà che io ho dormito in bettole nella provincia di Miami ma vi assicuro
che l’alberghetto è molto carino! Costa sui 50€ a notte compresa colazione e
se non vi va di girare ha anche il ristorante.
La mia camera era spaziosa e aveva la tv, l’unico difetto è la doccia un po’
retrò e lo sciacquone che fa un casino incredibile.
Cmq la sera sono rimasta lì e ho iniziato ha informarmi: sapevo dove stavano
girando, dove avrebbero girato e dove hanno girato.
Scopro che le riprese non sono solo a radicofani ma in un sacco di paesini
vicini, bisogna avere le informazioni giusti per scoprire il luogo e la data
e spesso questi paesini sono a mezz’ora se non di più di distanza tra loro.
Lunedì 17 Maggio
La mattina mi sveglio ben presto e piena di voglia di vedere Josh.
Mi reco al paesino indicatomi e intanto chiamo un numero che mi comunica a
chiare lettere che quella settimana giravano in piena notte verso le 4 di
notte e in aperta campagna ovvero in un posto irraggiungibile e impossibile.
Inutile dire che nel mio cuore si apre un baratro enorme: come? Ho fatto
tanta strada, ho sprecato tante energie, voi tutte avete fatto un tale
lavoraccio…. E non potrò vederlo?
Vado allo stesso al paese indicato e mi viene indicato con precisione il
luogo delle riprese.
Salgo e la strada è bloccata ma una signora del luogo mi dice chiaramente
che ci sono molte macchine e che hanno girato fino a sabato e quindi
probabilmente girano ancora.
Salgo con l’ansia nelle vene e vedo una decina di camion bianchi. Mi
avvicino e devo ammettere che non c’è nessuno, ma i camion ( li ho
fotografati) sono di cinecittà e c’è scritto “The Shadow Dancer”. Vedo due
tizi e chiedo informazioni: haimè confermano quello che mi era già detto…
quella settimana girano di notte in un podere separato dove non farebbero
mai entrare nessuno!
Però mi dicono che mercoledì sera dovrebbero girare a Chiusi città, verso le
7 e che quindi avevo delle possibilità di vederlo.
Intanto visito il paese che ha fatto da sfondo alla prima settimana di
riprese e devo ammettere che è bellissimo! Ho fatto moltissime foto che poi
vi posterò.
Dopo la visita decido di andare all’hotel di Josh, di cui conoscevo già il
luogo e il nome.
Lo raggiungo e come ho già detto nel forum è molto bello!
Acque termali, giardini inglesi e una sala da pranzo da far spavento!
Entriamo casualmente in albergo e spaventata e confusa entro nella hall e
lascio il prezioso regalo.
Mi sentivo troppo a disagio quindi scappo subito.
Ho dedicato il resto della giornata alla visita del paese e delle cittadine
adiacenti.
Martedì 18 Maggio
Giornata campale. Durante la mattinata visito Orvieto e presa da un moto di
disperato terrore di non riuscire a vedere Josh accendo un lume in chiesa
pregando di poterlo vedere.
Durante la sera ripasso dall’hotel e scopro uno scandalo: la mattina
precedente non mi ero accorta di essere entrata casualmente dall’uscita di
servizio miracolosamente lasciata aperta dai giardinieri! In poche parole..
una clandestina!
In realtà tutti i cancelli sono chiusi e controllati dalle telecamere, per
entrare bisogna citofonare alla regale entrata che non avevo notato la
mattina prima.
Io ero andata verso le sette e mezza otto di sera con la speranza di vedere
attraverso le ampie vetrate del ristorante Josh che cenava!
Me ne torno in hotel disperata e delusa con nel cuore il pensiero della mia
unica speranza: la sera a Chiusi.
CONTINUA....
II
parte Mercoledì 19 Maggio
Mi sveglio ancora più agitata di Lunedì.
Faccio colazione di fretta e raggiungo Chiusi in cerca di un hotel. Lo trovo
e prenoto una camera.
A quel punto grazie al fondamentale contributo di Serena apprendo il luogo
preciso delle riprese: Camping Lido.
Chiamandosi Lido io mi reco al Lago di Chiusi, ma scopro che questo famoso
campeggio ( che sembra sia andato in malora da anni) si trova dall’altra
parte della città.
Lo raggiungo e trovo ancora i famosi camion bianchi e due nuovi ragazzi
della troupe, chiedo informazioni.
Apprendo che quella sera tutto il camping sarà sprangato ma loro mi
consigliano di venire allo stesso e di cercare di convincere le guardie di
entrare.
Mando un sms a Dolphin e grazie anche al suo coraggio visito Chiusi e dopo
aver acceso l’ennesima candela
Nel mio cervello vorticano un sacco di preoccupazioni: cosa dire alla
guardie? Come convincerli? Ci sarei riuscita? Avrei coronato il sogno di una
vita?
I ragazzi mi avevano detto di presentarmi alle 19, ma io alle 18 sono già in
macchina.
Raggiungo il posto aspettandomi tutto sprangato.. ma non è così!
Ebbene sì… si poteva entrare tranquillamente, proprio come la mattina!
Potete solo immaginare quello che ho provato.
Prima un sentimento di felicità enorme e poi un senso di ansia
incontrollabile: mi sono accorta di non essere pronta a vederlo.
Durante tutta la giornata avevo focalizzato la mia immaginazione sulle
guardie da convincere e adesso che non c’erano… mi sentivo persa!
Arrivo e parcheggio tranquillamente nelle vicinanze di una meravigliosa
jaguar… che poi apprendo essere di Josh!
Vedo due ragazze vicino alla loro macchina, tutte in tiro che osservano
titubanti il set… anche loro fans.
Insieme ci spalleggiamo e raggiungiamo il set insieme. È pieno di gente che
fa avanti e indietro e di comparse. Le comparse sono dei vecchietti in
coppola e gilet.
L’ansia è così forte che attraverso i camion e mi imbosco dietro le macchine
della produzione continuando a ripetermi mentalmente “ l’ansia si può
combattere, l’ansia si deve combattere” e facendo avanti e indietro come una
pazza.
Intanto ricevo le prime informazioni: Josh ha già raggiunto il set ( la
jaguar era sua!) e adesso è nel camion del trucco.
Inizio a scattare foto del set e a parlare da sola per tranquillizzarmi.
L’idea di essere così vicina a Josh mi agita così tanto da non permettermi
di muovermi. Cerco di mandare un sms a voi, ma la mano mi trema troppo!
Intanto le ragazze mi dicono di aver già visto Josh il venerdì precedente e
che loro fanno avanti e indietro da Roma ogni week.end per vederlo. Nello
stesso tempo però mi dicono che a loro non piace Dawson’s creek.
Inoltre appena passa un ragazzo alto iniziano a dire “eccolo, eccolo”
mandandomi in crisi per niente.
Passano i minuti e la mia ansia aumenta. Alla fine mi appoggio su una
macchina e inizio a respirare più tranquillamente a proprio quando il mio
cuore stava per tranquillizzarti ecco succedere il fatto che lo per miracolo
non lo ha portato all’infarto.
- eccolo… è lui! – dicono, ma io scocciata le ignoro. Alla fine la curiosità
è troppa e guardo… e il mio cuore si ferma.
L’ho visto. Lo uscire da un camion ed entrare in un altro. Una cosa che sarà
durata in tutto 5 secondi, ma per me è stata fatale.
Perché, cavolo, era lui. Joshua Jackson in carne e ossa. Il ragazzo che
popola i miei sogni esiste.
Probabilmente non me ne ero accorta fino ad allora. Perché vivevo in un
mondo irreale e non mi accorgevo che potevo vederlo. In realtà non mi ero
ancora resa conto che lui esiste davvero.
Mi ha fatto un po’ uno strano effetto vedere la versione tridimensionale di
lui.
Potrei dire un sacco di cose.
Indossava un paio di jeans, una camicia larga e scollata beige e degli
stivali da cow-boy.
Ma la cosa che me lo ha fatto riconoscere non è l’entrata, ma il viso.
Anche da lontano 4 metri si possono verdi i suoi occhi verdi/azzurri. Dallo
schermo non è così. In più aveva i capelli tirati su e credo avesse la
barba. È incredibilmente magro. Molto più magro di quello che può sembrare.
È di una bellezza disarmante, imbarazzante e completamente irreale.
Mi sentivo un po’ in “the Ring”.. sembrava come se fosse uscito dallo
schermo e stesse camminando in un mondo al quale non apparteneva.
Sono stata per 5 minuti ad osservare a bocca aperta quel fazzoletto di terra
che aveva attraversato, e quando finalmente la mia bocca si è chiusa e il
rischio di infarto è diminuito la prima cosa che mi è venuta in mente era
che potevo morire.
Adesso, dopo aver visto Josh posso morire.
Perché potrà sembrare stupido, potrà sembrare infantile, potrà sembrare da
pazzi, ma voi non lo avete visto di persona.
penso che sia la cosa più bella che esiste al mondo.
CONTINUA

Perché potrà sembrare
stupido, potrà sembrare infantile, potrà sembrare da pazzi, ma voi non lo
avete visto di persona.
penso che sia la cosa più bella che esiste al mondo.
i momenti passavano veloci, e io, appollaiata e tremolante stavo “imboscata”
dietro ai camion…senza sapere bene come sentirmi.
Le ragazze vicino a me non facevano che dirmi frasi vuote: “ appena esce
vagli incontro”, “sta attenta a cosa dirli o perderai l’occasione della tua
vita” e robe simili.
Giuro che avrei preso in considerazione quei consigli se non fossi stata
fisicamente impossibilitata a parlare e muovermi.
Josh ripassa ma questa volta si dirige verso il set e io, come una stupida
non faccio che fotografarlo, mentre in tutta la sua bellezza mi passa a
pochi metri di distanza.
Intanto le due ragazze ( fisicamente e intellettualmente superiori alla
sottoscritta) fermano uno della produzione che avevano già conosciuto che
dice chiaramente che sarebbe stato impossibile vedere Josh prima di un’ora
in quanto adesso stava girando delle scene di interni e poi doveva fare
prima le prove e poi le scene vere e proprie.
Le ragazze decidono di andarsene. Mi raccontano che sarebbero sicuramente
tornate prima o poi e che lo stesso pomeriggio erano state ben 5 ore
appostate in hotel, senza risultati.
Rimango sola e terrorizzata ad aspettare.
Ho passato mezz’ora facendo avanti e indietro e ripetendo mentalmente che ce
l’avrei fatta.
La troupe, divertita da tutti i kilometri che ho fatto, prova compassione
per me e mi consiglia di fermarlo appena passa.
Erano passati più o meno tre quarti d’ora dalla sparizione di Jackson quando
improvvisamente succede qualcosa.
Io ero assolutamente impreparata in quanto credevo di avere come minimo un
buon quarto d’ora ancora di preparazione spirituale.
Ma lui passa. Ed è da solo. E le mie gambe si muovono da sole.
La mia testa dice “ no… non farlo! Farai una figura terribile” ma le mie
gambe si muovono da sole, mentre il mio cuore batte all’impazzata.
Lo inseguo e lo raggiungo. Lui è girato e io sono a meno di un passo da lui.
sono proprio dietro, tipo pedinatore pazzo, tipo ombra.
La Troupe è divertita ( immaginate di vedere una ragazza esattamente
incollata alla schiena di uno che nemmeno se ne accorge), alla fine allungo
la mano e la preparo.. ma mi immobilizzo.
Ero lì, con la schiena di Josh a 5 cm dal mio naso, il dito in posizione, ma
non riuscivo a chiamarlo.
Tutto questo è successo in 15 secondi al massimo ma per me è durato ore.
Stare lì, dietro a Josh, a pochi cm dalle sue spalle, è stato bellissimo.
Ero come un fantasma, io potevo vederlo, ma lui non poteva vedere me. Tutto
questo è successo in 15 secondi al massimo ma per me è durato ore. Il mio
cervello continuava a dire “fallo, fallo, fallo!!!!!!!!” ma la mia mano era
pietrificata.
Alla fine l’ho fatto esattamente nel momento in cui uno della troupe,
impietosito, lo chiama.
Gli ho tamburellato sulla schiena, come un emerita, assoluta, deficiente.
E lui, lui, intendo lui, Joshua Carter Jackson, si è girato e mi ha
guardato.
Mi ha guardato. E non guardava uno della troupe, non guardava la
truccatrice, non guardava la campagna toscana… guardava me.
Si è girato e si è finalmente accorto di me. Aveva una faccia piuttosto
sorpresa… forse appunto perché non si era accorto che una tappetta di 1.65
gli stava incollata ai pantaloni pallida come un cencio e agitatissima.
Mi ha squadrata, si è accorta che ero una fan e ha detto:
- oh… yes… - con quella sua voce profonda ma simpatica e mi ha fatto troppo
impressione perché era proprio la voce che avevo sentito tante volte nei
miei dvd
sono rimasta immobile a guardarlo e crogiolarmi nella sua bellezza. Da
vicinissimo ha gli occhi verdissimi, proprio chiari chiari, aveva la
barbetta ed era molto più magro. Il naso ( che in tv sembra un po’
pronunciato) dal vivo non lo è affatto e in più era un po’ abbronzato (
forse anche merito del trucco).. a proposito… aveva in bocca un sigaro.
ha preso il pennarello che avevo in mano e il quadernetto e mi fa “ what’s
your name?”, dovete pensare che io ero immobile ancora sconvolta e gli
faccio “Mari” e lui fa l’autografo mentre io faccio la cosa più stupida del
mondo: lo fotografo!
Intanto sono arrivati due vecchietti in copola che facevano le comparse, che
in un italiano “intoscanito” gli hanno chiesto di fare l’autografo.
Un vecchietto fa “ si abbiamo lavorato insieme a Rocca D’Orcia… ti ricordi?”
e lui che rispondeva educato..” ah… sì” ma credo non capisse niente.
Intanto io ero sconvolta e stavo guardando i vecchietti che parlavano, poi
ho guardato lui e lo fissavo dal basso all’alto… poi mi sono accorta che mi
fissava e mi sono accorta che era un minuto che mi porgeva il pennarello…
insomma io così presa da lui non mi ero ricordata di riprendermelo.
Lo prendo e li faccio – scusa- e lui – grazie - . ero così in ansia che non
mi veniva in mente niente.
Intanto i vecchietti facevano la foto con lui, uno gli arrivava alla spalla
e l’altro vecchio glielo ha fatto notare e si sono messi a ridere.
Intanto io gli fissavo dicendo “ sei bellissimo” .
Liberatosi dei vecchietti stava andando al suo camerino e io mi fiondo da
lui ( ancora apparentemente in trans) e gli faccio fare l’autografo per KH&DC..
ricordo distintamente di averli detto “ this is the site….” E poi alla fine
ero così in ansia che ci ho rinunciato, mi sono fatta fare l’autografo, gli
ho detto “grazie”, lui mi ha detto “grazie” ed è andato in camerino.
Ero lì immobile davanti al camerino e in trans più completa. Lo avevo visto
e ci avevo parlato.
Ma mi mancava la foto… e i vecchietti vicino a me mi esortavano a chiederla.
È uscito pochi secondi dopo e gli ho detto “photo?” come una turista
giapponese davanti al Colosseo.
Lui però ha sorriso e mi si è avvicinato e mi ha abbracciato sorridendo
felice… io tremavo come una pazza… veramente avevo il cuore in gola e non
riuscivo a muovermi, ero completamente inebriata dal suo profumo speziato (
ha un odore buonissimo) intanto la foto non si faceva e allora io… - in un
momento di pazzia improvvisa- mi sono aggrappata alla sua schiena, l’ho
toccato proprio sulle “maniglie dell’amore” ( tra l’altro… è davvero molto
magro) e la mia mano ha tremato così forte che lui se ne è accorto ( se ne
era accorto anche prima ma giuro stavo veramente – non così per dire- per
svenire.. sudavo freddo) allora mi ha guardato è ha fatto scattare dentro di
me quello che mi ero ripromessa non dovesse succedere.
Mi ero giurata che non avrei pianto, non avrei fatto figuracce e che non
sarei svenuta.
Ma lui in quel momento, in quel secondo in cui io l’ho toccato tremando, mi
ha guardato in un modo così dolce da farti sciogliere, come per dire “tutto
okay?”.
In quel secondo giuro che mi sono sentita veramente come Joey, e penso che
Katie debba avere un bel sangue freddo per non sciogliersi con quello
sguardo.
Se ha fatto questo effetto a me e se ha guardato così me ( stupida fan che
non conosce affatto) figurarsi a lei, ex ragazza, migliore amica e collega
fidata.
Come stavo dicendo ho infranto il patto con me stessa.. in quel momento la
fotografia è stata scattata e io sono scoppiata in lacrime.
Me ne sono andata perché mi vergognavo di farmi vedere da lui ma tutta la
troupe mi ha vista.
Ho pianto per due ore senza interruzione alternando piccoli singhiozzi a
veri e propri “acquazzoni” di lacrime.
Mille sensazioni erano in me.. la gioia di averlo visto… la rabbia di non
aver fatto abbastanza foto… l’ansia…. Ma la cosa peggiore è un'altra.
Anche se l’ho visto per pochi secondi e la nostra conversazione si è fermata
a “ grazie, prego, tornerò” mi sentivo come se avessi dovuto dire addio al
mio migliore amico.
Come se la persona a cui voglio più bene al mondo se ne dovesse andare via
per sempre. È una sensazione di malinconia e tristezza e di rabbia.
Rabbia perché l’hai visto così poco, perché quelli “spacconi” della troupe
se lo godono tutti i giorni, perché non abito a Radicofani, perché non so
bene l’inglese, perché non sono bella brava e fortunata come Katie.
Ero in uno stato così pietoso che alla fine mio cugino mi ha riportato sul
set.
Quando sono tornata era già buio da un pezzo e lui stava girando degli
interni.
Sono rimasta fuori e lui è uscito. Non ho osato fermarlo o interromperlo.
Era ora di cena e tutta la troupe, con gli attori e le comparse stavano
mangiando in una piccola “mensa all’aperto”. Mangiavano cibo freddo in uan
specie di buffet. Sono stata a pochi metri dalla mensa, immobile e fissarlo
mentre faceva la fila, mentre prendeva il cibo, poi tornava indietro perché
si era dimenticato il pane. Sono stata a fissarlo come una ladra, come una
maniaca mentre si sedeva vicino agli altri attori e mangiava. L’ho osservato
a lungo, senza chiudere le palpebre, tanto che gli occhi mi bruciavano.
Ha mangiato nella scatola di plastica, rideva e parlava.
Mi sembrava di vedere Pacey nella mensa della Capeside Hight School. Forse
il mio cervello al posto dei vecchietti in coppola vedeva degli studenti
vocianti, e al posto dei tavolini di plastica abbozzati malamente i lucidi
tavoli di Capeside.
Forse non sono normale. L’ho fissato per minuti che mi sono sembrati ore.
Ha mangiato e poi si è messo a dondolare sulla sedia, proprio come avrebbe
fatto Pacey, andando sempre più indietro, ogni tanto mettendo le mani dietro
il collo e ridendo. Poi si è alzato e ha messo a posto il cibo ( ciò
dimostra che non è il divo del genere – servitemi e riveritemi-), l’ha
buttato, ha ringraziato l’inserviente. Io continuavo a guardarlo e c’erano
dei tipi che si sono accorti che stavo nascosta nell’ombra a guardarlo.
Poi ha attraversato la mensa e camminando un po’ storto, con propria la
tipica camminata alla “Pacey Witter” è sparito nel suo camerino.
Questa è stata l’ultima volta che ho visto Joshua.
Ci ho messo un bel po’ a scrivere questo resoconto. Perché sono stata male.
All’inizio avevo un fase di rifiuto. Ogni notte sognavo di tornare a
vederlo, ogni sera sognavo che passavo le pene dell’inferno per
raggiungerlo. Ma tutte le volte che la gente toccava l’argomento Radicofani
diventavo burbera e brusca e mi rifiutavo di parlarne. Cercavo di non
pensarci, di non ricordare.
Poi ho passato la fase “non ci posso credere” dove invece continuavo a
volerci tornare, a convincere tutti ad accompagnarmi, e cercare in ogni modo
di rivederlo.
E poi l’ultima, terribile fase.
La fase triste e depressa. Josh è una droga. Vi giuro… non andate a
trovarlo.
Perché ci starete per forza male, è chimico.
Io non ho mai sofferto così tanto, ed è stupido. È stupido ma è così. Piango
ancora solo perché so che non lo potrò vedere mai più. La mia unica smania,
il mio unico pensiero è lui. la mia unica voglia è quella di passare ancora
un ora a osservarlo mangiare, nascosta dietro i camion.
Pagherei di tutto pur di poter ancora vederlo camminare. Non chiedo di
parlarli, non chiedo di fare autografi. Mi basta osservarlo di nascosto, mi
basta vederlo. Mi basta guardarlo mentre ride con altri, mi basta vederlo
dondolarsi su una sedia.
È ingiusto. È ingiusto che la troupe, le tipe di Radicofani che magari non
passano neanche 1% del tempo che passo io per lui o pensando a lui possano
vederlo e io no.
È ingiusto che c’è gente che può vederlo tutti i giorni e che Monica che ha
dato tutto per questo forum e questo sito non possa vederlo.
È ingiusto.
Ci sto ancora troppo male e ciò non è normale.
Una volta piangevo solo per alcune puntate adesso mi basta vederlo anche
solo un secondo sullo schermo e scoppio in lacrime.
E anche se cerco di non farlo, finisco sempre per pensare a lui.
Non credevo che Josh avesse questo effetto devastante su di me.
Ma la cosa più stupida è che anche se ci soffro alla fine mi piace pensare a
lui.
Come direbbe Leopardi “ e il naufragar m’è dolce in questo mare”.
Baci
Mari
|