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Cara Valeria ,soprattutto in risposta alla
tua recensione vorrei dire che la figura del padre è il tema centrale del
film... l'ABBANDONO....
le paranoie di Katie che emergono durante il film, a mio avviso, altro non
sono che una proiezione del trauma subito durante l'infanzia...in un età in
cui il complesso edipico non è stato ancora risolto.
la figura della madre è quindi normale che sia appena ai limiti, quasi
nemmeno menzionata.
Tutto ruota intorno all'abbandono da parte del padre, agli attaccamenti
platonici di Katie, che ama ragazzi distanti anni luce dal suo modo di
essere. il trauma dell'abbandono fa scattare in lei la furia omicida...del
resto in parte quasi spiegabile..
prendiamo il caso di Embry...
lui la lascia, non la ritiene alla sua altezza...
lei lo uccide.
lui però non l'abbandona, continua ad essere nella sua testa, in modo
ossessivo...è ancor più presente da morto di quanto lo fosse da vivo...
lo stesso accadrà con il detective e con il collega di lavoro...si
sviluppano degli attaccamenti particolari, morbosi, che vanno ad incidere
pesantemente sulla mente già disturbata di Katie...
quindi..ecco..
l'unica cosa che possiamo dire del film è che probabilmente ha molto poco
del thriller e molto più di un film a forte contenuto psicologico...
baci
vania
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